Recesso dal rapporto convenzionale, termini ed effetti

A cura di Francesco Cerulli e Roberta Menegatti.

L’art. 19, comma 1, lett. c) dell’A.C.N. di Medicina generale dispone testualmente: “Il rapporto tra le Aziende e i medici di medicina generale cessa: […] c) per recesso del medico da comunicare all’Azienda con almeno un mese di preavviso in caso di trasferimento e di due mesi negli altri casi”. Ne consegue che il rapporto convenzionale instaurato non può ritenersi risolto illico et immediate per effetto della semplice comunicazione di dimissioni presentata. Il servizio svolto dai titolari di incarichi di assistenza primaria e di continuità assistenziale costituisce servizio pubblico che deve essere assicurato senza soluzione di continuità agli utenti; ne consegue che al preavviso previsto dalla disposizione contrattuale non può essere attribuita una valenza meramente economica (in relazione all’obbligo di corrispondere l’indennità di mancato preavviso), in quanto la sua previsione ha la evidente finalità di consentire alla amministrazione sanitaria di poter adottare medio tempore gli atti organizzativi necessari per evitare disfunzioni e/o interruzioni nella erogazione del servizio sanitario, rispetto alla quale (finalità) l’interesse della ricorrente ha carattere necessariamente recessivo.

Su tale argomento si è espresso anche il Tar della Campania affermando che il servizio svolto dai titolari di incarichi di assistenza primaria e di continuità assistenziale costituisce servizio pubblico che deve essere assicurato senza soluzione di continuità agli utenti. Ne consegue che al preavviso di recesso sopracitato non può essere attribuito una valenza meramente economica (in relazione all’obbligo di corrispondere l’indennità di mancato preavviso), in quanto la sua previsione ha l’evidente finalità di consentire alla amministrazione sanitaria di poter adottare medio tempore gli atti organizzativi necessari per evitare disfunzioni e/o interruzioni nella erogazione del servizio sanitario, rispetto alla quale (finalità) l’interesse della ricorrente ha carattere necessariamente recessivo. (Tar Campania, Sentenza n. 2981/16)