,

Le meraviglie e le insidie della nostra mente – Tappa nr. 4

viaggio nella mente-amp

Negli ultimi venti anni le Neuroscienze e la Psicologia osservazionale e sperimentale ci hanno proposto scoperte innovative, avvincenti e talora sorprendenti o addirittura inquietanti… Tutte le figure professionali che lavorano con gli esseri umani dovrebbero conoscere almeno le più importanti scoperte di queste effervescenti branche scientifiche: in questo viaggio a tappe che potremo continuare insieme, scopriremo le meraviglie ma anche i limiti e le debolezze della nostra meravigliosa mente. Presenteremo le notizie sotto forma di risposte ad importanti domande. Per approfondimenti rinviamo al sito  http://www.demenzemedicinagenerale.net ove nella sezione “Mens Sana” da due anni uno di noi ha iniziato questo viaggio che ora possiamo continuare insieme. [ http://www.demenzemedicinagenerale.net/mens-sana ]

Ecco le tappe che vi proponiamo oggi!

Quanto conta “l’effetto cornice “ (framing effect), ovvero il primo inquadramento del paziente, in psichiatria?

Risposta fornita dallo storico esperimento di Rosenhan (1973) – L’effetto “cornice” è probabilmente il più frequente e temibile bias in psichiatria. Dal 1973 , grazie anche a questo famoso studio, vi è maggiore attenzione a questo genere di errori ma, come tutti i bias, è controllabile ma non eliminabile. Nel 1973 otto persone sane e psichicamente equilibrate, tra i quali lo sperimentatore, si presentarono in diversi reparti psichiatrici di diversi stati USA, affermando di udire voci che pronunciavano parole vuote e senza senso. Per questo unico motivo, pur non presentando alcun segno né sintomo di malattia psichiatrica e mantenendo un comportamento normale, furono tutti ricoverati nei reparti psichiatrici per varie settimane, trattati con psicofarmaci e dimessi con diagnosi di “Schizofrenia” o “Psicosi”. Vi fu poi una seconda fase dello studio, altrettanto interessante …

http://www.demenzemedicinagenerale.net/mens-sana/le-grandi-ricerche/95-quanto-conta-l-effetto-cornice-framing-effect-ovvero-il-primo-inquadramento-del-paziente-in-psichiatria ]

 

Quanto è importante la suggestione nella ricerca psicologica e nella psico terapia?

Risposta fornita da Nichols e Manner – La suggestione ha un ruolo molto importante nella ricerca sulla psiche ed in ogni genere di terapia. Il primo studioso che ha dimostrato che i risultati delle ricerche psicologiche sono influenzati inconsapevolmente dai ricercatori è stato Martin Orne negli anni 60. Da allora altri studiosi hanno confermato l’effetto “suggestione” sui risultati delle ricerche in psicologia umana: uno degli studi più recenti ed interessanti è quello del “good subject effect”. Per ciò che concerne la psicoterapia sarà sufficiente ricordare un solo dato, quanto mai significativo: perfino Sigmund Freud che abbandonò la ipnosi per evitare di suggestionare il paziente e sostenne più volte che la psicoanalisi si era distinta per l’ atteggiamento distaccato e non influenzante del terapeuta, fu costretto ad ammettere in almeno due occasioni (Autobiografia e Introduzione alla psicoanalisi 3, 4) che anche la psicanalisi utilizzava oltre alle tecniche già note anche la forza di suggestione. L’effetto suggestione dunque esiste ed ha un ruolo di grande rilevanza in psicologia ed in ogni genere di terapia: molto rimane tuttavia ancora da comprendere e da “misurare”.

http://www.demenzemedicinagenerale.net/mens-sana/le-grandi-ricerche/97-quanto-e-importante-la-suggestione-nella-ricerca-psicologica-e-nella-psico-terapia ]

 

È ancora utile insegnare ai bambini la scrittura manuale o computer e tablet la rendono superflua?

Risposta fornita da Karin James e colleghi – Si. È ancora utile scrivere manualmente, in particolare per i bambini, in quanto la scrittura manuale attiva circuiti cerebrali che migliorano memoria e capacità di apprendimento. Lo dimostra tra l’altro un interessante studio della neuroscienziata Karin James che utilizzando la risonanza magnetica funzionale dimostra che l’uso della scrittura in corsivo facilita la lettura dei testi e che gli studenti ricordano meglio le notizie scritte in corsivo rispetto a quelle digitate con tastiera o tracciate.

http://www.demenzemedicinagenerale.net/mens-sana/recenti-ricerche-delle-neuroscienze-e-della-psicologia-cognitiva/94-e-ancora-utile-insegnare-ai-bambini-la-scrittura-manuale-o-computer-e-tablet-la-rendono-superflua ]