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Il futuro della riproduzione umana, tra scienza e realtà

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In una cornice d’eccezione quale il Gabinetto di Lettura, il Prof. Maurizio Balistreri ha presentato la sua ultima opera. “Il futuro della riproduzione umana” è un libro che analizza, attraverso narrazioni di casi emblematici, le prospettive sulla riproduzione umana che sono decisamente mutate con le nuove conoscenze accompagnate dalla tecnica. L’ordine riproduttivo del recente passato entro cui abbiamo costruito socialmente la famiglia, il rapporto di genere che sembrava immutabile per cui i genitori biologici comunque dovevano essere una maschio e una femmina, oggi è messo in mora dalle nuove tecnologie  riproduttive che aprono problemi etici enormi; pensiamo al concetto di famiglia, alla separazione netta tra sessualità e riproduzione, alla separazione tra genitorialità biologica e genitorialità sociale.

Nel suo libro, il Prof. Balistreri affronta il tutto in maniera molto approfondita e altrettanto è stato fatto anche durante la serata. Il suo intervento si è aperto con l’ammissione che questo genere di temi può, a volte, non essere affrontato con la stessa serenità con cui si ascoltano e si discutono le scoperte o i progressi scientifici e tecnologici che si registrano in altri ambiti, legati alla medicina o meno. Sapere che, in futuro, potrebbe nascere un bambino partendo anche da cellule non fecondabili o, che il suo DNA potrebbe essere il risultato di 3 DNA diversi sono aspetti che fanno sorgere dubbi e domande ad un semplice lettore ma anche ad un medico. L’etica si incontra e si scontra sempre di più con la scienza e la tecnologia, e la discussione che ne scaturisce è inevitabilmente ampia e complessa. Dove vuole arrivare la scienza? Dove vuole arrivare l’uomo? Quanti e quali aspetti è possibile calcolare e programmare scientificamente?

Il Prof. Carlo Foresta ha riportato la platea con i piedi per terra e forse, è riuscito anche a tranquillizzarla. “Per quanto negli vent’anni il progresso scientifico abbia registrato un accelerazione non trascurabile, siamo ancora abbastanza lontani da alcuni scenari affrontati nei vari capitoli del libro. Fortunatamente il passaggio dal laboratorio alla realtà è ancora piuttosto limitato. Ad ogni modo, mi sembra sbagliato soffermarci a discutere esclusivamente su queste tematiche quando, nell’ultimo decennio non si è registrato alcuna variazione importante sul tasso delle gravidanze e sul tasso di natalità. Ciò evidenzia il fatto che le scoperte e gli studi non hanno ancora influito così profondamente sulla vita quotidiana e sulla scelta di diventare genitori”. Il Professore patavino ha poi proseguito dicendo che non bisogna stupirsi oltremodo di queste scoperte e di una loro eventuale applicazione perché la realtà è che le donne decidono di avere un figlio in età biologicamente avanzata spesso a ridosso della menopausa.

Proseguendo con la serata si è arrivati a discutere anche del fatto che le nascite di bambini affetti da Sindrome di Down si sono effettivamente ridotte dell’80% grazie alle visite riscontrano tale caratteristica nel feto e alle conseguenti interruzioni di gravidanza. È giusto procedere in questa direzione? Sono veramente un “peso” per la famiglia e per la società gli uomini e le donne affetti dalla Sindrome di Down?

Gli studi sulla genetica e sulla riproduzione non vanno però demonizzati in quanto possono essere realmente un aiuto qualora possano favorire la nascita di bambini sani da genitori portatori di una qualche patologia che nella vita li ha ostacolati, come nel caso dell’anemia mediterranea, così come le nuove tecniche di fecondazione possono dare la possibilità di portare avanti una gravidanza a chi non è in grado di farlo naturalmente.

La clonazione, i gameti in vitro, la divisione embrionale, l’utero artificiale e l’ingegneria genetica non sono quindi pura fantascienza e, anche se quella fatta dal Prof. Balistreri attraverso il suo libro è una provocazione, un analisi dell’argomento dal punto di vista etico e filosofico non può considerarsi altro che una conseguenza diretta. La riproduzione umana, le relative tecniche studiate in laboratorio, la scelta di interruzione della gravidanza così come la scelta di interruzione dei trattamenti agli individui in stato vegetativo sono tutti argomenti su cui si possono sviluppare discussioni profondamente articolate e sempre in bilico tra scienza, etica e coscienza.

L’Associazione Medica Patavina e tutto il direttivo intendono ringraziare il Gabinetto di Lettura e Società di Incoraggiamento per la preziosa ospitalità presso la loro sede, il Prof. Balistreri, il Prof. Foresta ed il Prof. Gangemi per la partecipazione e l’importante contributo.

Qui la nostra galleria: http://associazionemedicapatavina.it/portfolio-articoli/1802/