Finalmente una richiesta di intervento a favore dei più deboli

L’atto di indirizzo promosso dal M5S intende impegnare il Governo in una maggior tutela di anziani, bambini e disabili.

I casi di maltrattamento perpetrati a danno delle categorie più deboli quali anziani, bambini e disabili, non sono purtroppo cosa rara. Tali soggetti necessitano di una tutela maggiore da parte delle istituzioni in quanto si trovano per loro stessa natura in una situazione di particolare svantaggio non essendo in grado di provvedere autonomamente alle proprie esigenze e alla propria auto-difesa. Nonostante ciò, le notizie di cronaca che riportano casi di maltrattamenti che si compiono all’interno di strutture, pubbliche e private come asili, scuole per l’infanzia, strutture socio-assistenziali non mancano nemmeno nel 2016.

I casi registrati negli ultimi mesi sono decine ma ora il Governo intende rispettare tutti gli impegni che l’Italia si è assunta con la firma della Convenzione sui diritti dell’infanzia dell’adolescenza e, della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

Entrambe sono Convenzioni in cui si enuncia il diritto universale di esercitare la propria capacità giuridica nel rispetto dei propri diritti, delle proprie volontà e preferenze senza dimenticare i principi di uguaglianza, libertà e sicurezza personale.

Dall’altro lato però, una statistica del 2004 rileva che un lavoratore su quattro dell’Unione Europea soffre di stress legato all’attività lavorativa. È stato addirittura riscontrato che tale tipologia di stress sia sindrome di una vera e propria malattia professionale specifica degli operatori impegnati in professioni d’aiuto in quanto sembra che, tali figure, siano caratterizzate da un duplice stress: quello personale e quello della persona aiutata (Maslach, Leiter, 1997). Questi dati non sono trascurabili, e infatti tale questione è stata considerata meritevole di una regolamentazione definita a livello europeo e nazionale in quanto si ritiene che prevenire le cause di stress, possa determinare una sensibile riduzione degli episodi di violenza e maltrattamento che avvengono nelle strutture che ospitano persone particolarmente fragili.

Il nostro Paese fatica a rispettare alcuni di questi standard comunque sottoscritti a livello internazionale ed è proprio per questa ragione che molte forze politiche ritengono che si debba provvedere a emanare disposizioni specifiche atte a fronteggiare la carenza di controlli mirati nei confronti delle strutture e delle persone giuridiche che svolgono questo genere di servizi di interesse pubblico. Per tali ragioni, gli sforzi che mirano a ridurre i fenomeni di violenza intendono:

  • supportare lo sviluppo della domiciliarità
  • istituire uno specifico organi indipendente che svolga attività di ricerca e monitoraggio sulle situazioni di violenza, sfruttamento, maltrattamento e negligenza
  • predisporre piani d’ispezioni ministeriali presso tutte le strutture
  • predisporre procedure quali il whistleblowing che consentano anche ai lavoratori delle strutture stesse di denunciare gli episodi di violenza e maltrattamento
  • istituire specifici uffici territoriali a cui possano rivolgersi i familiari dell’ospite della struttura al fine di segnalare qualsiasi episodio alla direzione, ai nuclei ispettivi e di vigilanza
  • controllare periodicamente lo stato di servizio degli operatori e degli educatori attraverso rilevazioni ministeriali
  • introdurre un’aggravante per i reati commessi nelle strutture socio-educative, sanitarie, riabilitative, residenziali e di ricovero
  • rimuovere tutti gli ostacoli procedurali e burocratici che impediscono un rapporto struttura-famiglia totalmente trasparente.

 

Atto della Camera, Mozione 1-01232