Corsi MMG, saranno gestiti a livello nazionale?

A cura di Francesco Cerulli e Roberta Menegatti

In attuazione alla direttiva 86/457/CEE, con l’articolo 5 della legge 30 luglio 1990 n. 212  è stato istituito in Italia il corso di formazione specifica in medicina generale. Il percorso formativo per il conseguimento del diploma di medico di “medicina generale”, oggi affidato alle Regioni, prevede un esame di accesso a numero chiuso, ha durata triennale ed è articolato attraverso differenti tirocini formativi specifici ed è previsto un giudizio finale. Secondo molti, l’attuale approccio formativo delegato alle Regioni è fonte di forte disomogeneità nell’individuazione degli attori della formazione e, conseguentemente, della qualità degli stessi percorsi formativi. Nell’ordinamento della maggior parte degli altri Paesi europei (Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Danimarca), la formazione dei medici dell’assistenza primaria avviene all’interno dell’università, sede istituzionalmente preposta alle attività di specializzazione medica post laurea.

Studenti e professionisti già abilitati se lo chiedono da tempo ma ora la domanda è stata formalmente posta anche al Governo, non è opportuno assumere iniziative per istituire quanto prima anche in Italia le scuole di specializzazione in “medicina generale”, promuovendo un’omogeneizzazione degli attuali percorsi formativi regionali e riportando opportunamente nel naturale alveo universitario tutte le attività di specializzazione medica post laurea?

In attesa di una risposta quanto più esauriente possibile da parte del Governo, li Consiglio di Stato ha affermato che deve ritenersi legittima l’impostazione su base regionale attraverso la predisposizione di graduatorie regionali, anziché su scala nazionale delle procedure di ammissione al corso triennale di formazione specifica in medicina generale per il triennio 2014/2017. Peraltro, la rilevanza locale dei corsi di cui si tratta è dimostrata dal fatto che le borse di studio spettanti ai candidati ammessi sono a carico delle Regioni e delle Province autonome, alle quali è integralmente demandata l’organizzazione dei corsi.