Comunicazione delle spese mediche entro il 31 luglio 2016 (Sistema TS)

I medici, gli odontoiatri e i veterinari trasmetteranno obbligatoriamente le spese con il sistema TS solo da gennaio 2017.

Numerose associazioni professionali, sindacati e cooperative nel campo medico, in questi giorni comunicano ai propri iscritti di trasmettere le spese mediche al Sistema TS entro il 31 luglio 2016 per le parcelle emesse nel primo semestre. Vogliamo tranquillizzare la categoria dei medici e degli odontoiatri comunicando che non esiste nessun obbligo di presentazione delle spese mediche al Sistema TS da rispettare entro tale data.

Il decreto ministeriale del 31 luglio 2015 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 185 del 11/08/2015 art. 4.6 afferma che: “in ogni caso la trasmissione dei dati deve essere effettuata entro e non oltre il mese di gennaio dell’anno successivo a quello della spesa effettuata dall’assistito […]”.

Anche nel contemporaneo provvedimento emesso dall’Agenzia delle Entrate non si riscontrano obblighi di trasmissione entro il 31 luglio 2016 e non risultano ulteriori riferimenti normativi legati alle tempistiche della procedura.

È il caso di ricordare che per quanto riguarda la trasmissione dei dati per l’anno 2016, numerose strutture sanitarie come ad esempio quelle organizzate in forma di Srl, che non erano obbligate ad eseguire i versamenti per l’anno 2015, non hanno ancora ricevuto, ad oggi, regole precise per la trasmissione dei dati da effettuarsi entro il 31 gennaio 2017.

Si invitano i medici in contabilità “minimi” e “forfetari” a ricordare che hanno l’obbligo della trasmissione delle parcelle anche se esonerati dalla tenuta delle scritture contabili.

Le sanzioni per la mancata trasmissione sono previste dal decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 158,  in attuazione dell’articolo 8, comma 1, della legge 11 marzo 2014, che riporta: “In caso di omessa, tardiva o errata trasmissione dei dati […] si applica la sanzione di euro 100 per ogni comunicazione, […] con un massimo di euro 50.000. Nei casi di errata comunicazione dei dati la sanzione non si applica se la trasmissione dei dati corretti è effettuata entro i cinque giorni successivi alla scadenza, ovvero, in caso di segnalazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, entro i cinque successivi alla segnalazione stessa. Se la comunicazione è correttamente trasmessa entro sessanta giorni dalla scadenza prevista, la sanzione è ridotta a un terzo con un massimo di euro 20.000.”. Inoltre, ai sensi dell’art. 32 “Le disposizioni (le sanzioni) […] si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2017”.