Cambierà qualcosa per le scuole di specializzazione?

L’abbiamo chiesto al Governo.

A cura di Francesco Cerulli e Roberta Menegatti.

Dopo l’esperienza maturata, nel corso di 3 edizioni del concorso nazionale per l’accesso alle scuole di specializzazione di medicina, sono maturate almeno tre tipi specifici di criticità denunciate in vario modo dagli stessi aspiranti ad entrare nelle scuole di specializzazione; la prima è la discrepanza tra numero di studenti che si iscrivono al corso di laurea in medicina e chirurgia e il numero complessivo dei contratti messi a bando per entrare nelle diverse scuole. La seconda riguarda in concreto le modalità di espletamento del concorso nelle diverse sedi, in cui i giovani medici riscontrano condizioni di tolleranza diverse, per cui in alcune è lecito scambiarsi informazioni, in altre ci sono suggerimenti compiacenti da parte di qualcuno, in altre ancora si ravvisa la possibilità di consultare fonti di documentazione di vario genere; lo scorrimento delle graduatorie inoltre, sottoposte ai criteri di scelta dei candidati fortunati che hanno vinto più di una opzione, è talmente lenta da creare difficoltà assai pesanti per tutti gli altri; ai medici che hanno partecipato quest’anno alle prove di selezione per l’ammissione alla scuola, sembra quindi che sia necessario rivedere l’impianto complessivo delle procedure selettive, per superare le criticità oggettive da loro rilevate e più volte denunciate anche negli anni precedenti.

L’attuale sistema non è in grado di garantire uniformità di condizioni organizzative e valutative su base nazionale e per questo propongono di adottare una graduatoria unica nazionale; i giovani medici neo-laureati chiedono da tempo di istituire il corso di specializzazione in medicina generale e cure primarie, integrando l’esperienza maturata dai corsi regionali di formazione specifica di medicina generale e dalla scuola di specializzazione in medicina delle comunità a scienze delle cure primarie. Si tratta di una scuola di specializzazione presente in tutta Europa che consentirebbe di innalzare la qualità della formazione specifica di medicina generale.

Si è quindi chiesto cosa intenda fare il Governo in relazione al numero di borse che ogni anno vanno perse, dal momento che se ne rimettono a bando un numero decisamente inferiore, defraudando molti aspiranti alla scuola di specializzazione e quali tra le proposte fatte dai neo-laureati, il Governo sarebbe disposto ad approfondire per tradurle in misure di cambiamento.